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Autostima, come influisce nella nostra vita | Centro Psicologia Insieme Milano

L’autostima è un concetto soggettivo può essere sintetizzata nel rapporto tra come siamo e come vorremmo essere. Nasce dal confronto tra il sé e il mondo circostante e comprende la soddisfazione di , la consapevolezza interiore del proprio valore e la fiducia nello svolgere un determinato compito. Tutto ciò consente di non mettere in discussione la propria importanza e di assumersi le responsabilità verso se stessi e gli altri.

L’autostima dipende sia da fattori interni, ossia dalla visione soggettiva che l’individuo ha di se stesso e della realtà, sia da fattori esterni, come i successi ottenuti e le informazioni ricevute dalle persone che lo circondano. E’ un fattore dinamico che evolve nel tempo e subisce variazioni nel corso della vita. E’ importante fin da piccoli stare bene con se stessi e sviluppare una buona autostima, in quanto questa crea le fondamenta sulle quali costruire la propria vita .

Secondo William James l’autostima è il rapporto tra il Sé percepito, che è dato dalle conoscenze e percezioni che ognuno ha di se stesso, e il Sé ideale, che è l’immagine che il soggetto vorrebbe essere, le qualità che vorrebbe possedere. L’ampiezza della discrepanza tra come l’individuo si vede e come vorrebbe essere è un segno di quanto si è soddisfatti di se stessi.

 

I bambini piccoli accrescono la loro autostima attraverso ciò che si rendono conto di saper fare e attraverso l’opinione che i genitori hanno di loro. Le figure genitoriali hanno un ruolo cruciale: è importante che questi per primi abbiano una buona autostima, che lo facciano sentire amato, che gli dimostrino di essere contenti di com’è, che lo coinvolgano facendosi aiutare in compiti dove i figli sono più bravi. Inoltre, è fondamentale festeggiare ogni traguardo che il bambino raggiunge dimostrando che i genitori hanno fiducia in lui e nelle sue capacità. Continui messaggi di critica/disapprovazione, l’ignorare, il mostrare disinteresse, il fare paragoni, l’attribuirgli etichette negative sono segnali che contribuiscono a distruggere l’autostima del proprio figlio.

 

L’autostima può essere distinta in due polarità principali:

- Bassa autostima: l’individuo si arrende al fatto che non riuscirà mai a diventare ciò che vorrebbe essere, concretizzando la sua paura in certezza. Questi soggetti si sentono ansiosi e preoccupati e sentono di non essere capaci, non hanno assolutamente fiducia nelle loro capacità;

- Alta autostima: in ogni attività queste persone appaiono sicure, sono convinte di avere buone probabilità di successo e le prove difficili risultano stimolanti per superare i precedenti risultati.

Con autostima ipertrofica, si fa riferimento a persone che si mostrano eccessivamente sicure di sé, presuntuosi e testardi.

Una sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri, caratterizzata da una profonda conoscenza di se stessi, aiuta a mantenere i punti di forza e a migliorare le debolezze, promuove obiettivi stimolanti, ma non eccessivi, spinge al confronto con se stessi e gli altri. Si manifesta nella capacità di percepirsi e rapportarsi a sé in modo realistico e positivo. Questi soggetti sanno come valorizzare le proprie abilità e sono in grado di tenere sotto controllo i difetti e le parti del carattere meno amate.

Se leggendo questo breve articolo ritieni di avere una problematica legata all’autostima puoi contattare gli esperti del Centro Psicologia Insieme (331/6575058) che sono a tua disposizione per aiutarti, attraverso un percorso di psicoterapia, a prendere consapevolezza dei tuoi punti di forza, lavorare sulla tendenza ad attribuirti la colpa di un insuccesso e tanti altri aspetti, così da far crescere la tua autostima.

 Dott.ssa Valentina Calzi

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